Occorrerà fare molta attenzione a non trasformare l’incontro con il Ministro Urso e Enti Locali del 4 settembre p.v. in una guerra tra poveri attraverso il solito ricatto occupazionale o qualche voluta provocazione perché, se dovesse finire in “vacca”, farebbe la gioia di interessati imprenditori e venditori, di una politica compiacente a questi e di ignare maestranze, anche loro vittime consapevoli e inconsapevoli, che bisogna convincere della nostra giusta protesta.
Come avvenuto in passato conoscenze, competenze, proposte alternative, etica ambientale, leggi e sentenze devono essere la nostra forza al di la dei numeri, che sono comunque importanti, che potremmo mettere in piazza.
Essenziale sarà il coinvolgimento culturale delle nuove generazioni nate dopo il 2000 e delle nuove etnie residenti provenienti dal continente africano, dall’America latina e dall’Europa all’oscuro degli eventi pregressi e della circostanze che hanno segnato l’inizio di civili cambiamenti ancora in atto e di cui non si deve tornare indietro. Un ritorno al ciclo integrale, ostentando un falso benessere per alcuni, è il ritorno ad una passato di degrado, malattie e svalutazione del nostro patrimonio storico, commerciale, turistico e immobiliare di un quartiere di 15mila anime.
Intanto, in attesa del 4 settembre, occhi e orecchie bene aperti anche in costume da bagno.
se vedemmu