Esperimento della sala d’attesa – “conformismo sociale” Ecco come funziona:
Conformismo sociale (esperimento)
1. Una persona (la cavia, ignara dell’esperimento) entra in una sala d’attesa.
2. Gli altri presenti nella sala sono complici dell’esperimento.
3. Ad un segnale (un beep), questi complici si alzano in piedi e si siedono, senza alcuna ragione.
4. Dopo qualche esitazione, anche la persona ignara inizia a imitare il comportamento del gruppo.
5. Alla fine, anche se tutti i complici lasciano la sala, la persona continua a ripetere il gesto da sola.
6. Quando arrivano nuovi ignari, la persona trasmette il comportamento — diventa lei il nuovo modello.
Questo è un esempio di conformismo normativo, un concetto della psicologia sociale che indica:
• La tendenza ad adeguarsi al comportamento del gruppo per sentirsi accettati, evitare il giudizio o l’esclusione.
• Il potere invisibile delle norme sociali: anche se non esplicite o razionali, vengono interiorizzate solo perché condivise.
• Come l’appartenenza al gruppo diventa più importante della logica individuale.
Per lo stesso principio, possiamo normalizzare l’inquinamento e i suoi effetti sulla salute, semplicemente perché tutti lo accettano senza farsi domande, come la ragazza dell’esperimento della sala d’attesa che si alza quando vede gli altri che si alzano. Per non rimanere la sola a non farlo.
Esempio.
Le persone non protestano più per l’inquinamento o la salute.
• Hanno “normalizzato” polveri, rumori, odori, rinunciando al pensiero critico.
• Si sono adeguate alla narrazione dominante: “tanto non si può fare niente”, “meglio non sapere”.
E così, come in una trance sociale, l’individuo perde il proprio punto di vista per sostituirlo con quello della comunità, della maggioranza delle persone.
Chi non si conforma ha bisogno di molta forza e resilienza per:
• non sentirsi soli, diversi, sbagliati, o stupidi .
• non cedere al sentento di inutilità o impotenza (“cosa posso fare da solo?”)
• non minimizzare, non normalizzare (“se nessuno si preoccupa vuol dire che non c’è molto di cui preoccuparsi”).
Sono meccanismi molto arcaici e perciò tanto più difficili da contrastare. Bisogna riconoscere che la capacità di farsi una propria idea delle cose (spirito critico) è sempre minacciata dal “conformismo sociale”. Informarsi, approfondire, domandarsi se si è soddisfatti della propria vita, delle proprie scelte, se non ci possono essere alternative, altre spiegazioni di quanto accade intorno a sé, è un lavoro che non tutti hanno la forza di compiere.
Ma è importante, anzi necessario, per lo meno sapere che queste domande sono legittime e in un certo senso, naturali, umane, e che non è sbagliato farsele.
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