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Una nuova città è possibile. Dipende tutto da noi.

Vogliamo una volta per tutte dare inizio, partendo dalle periferie, a quei processi che mirano a trasformare gli spazi in ambienti sostenibili più vivibili e innovativi, o vogliamo tornare al medioevo?

Transizione ecologica, nuove tecnologie, rigenerazione urbana puntata a migliorare la qualità della vita dei cittadini che promuova l’uso efficiente delle risorse è questa la sfida principale per una Cornigliano del futuro.

Questa trasformazione, iniziata agli Erzelli, non riguarda solo la costruzione o riconversione di industrie ma anche di edifici sostenibili, il recupero di aree abbandonate o degradate tramite la creazione di parchi urbani, di infrastrutture intelligenti, di  servizi di mobilità condivisa e di nuove opportunità per una convivenza più armoniosa tra uomo, industrie e natura.

La sfida è quella di costruire quartieri dove l’ambiente, la cultura, l’innovazione, la salute e il benessere futuro delle persone siano al centro di ogni progetto che va sempre condiviso con i residenti.

Non rassegnarsi, non cedere a ricatti come quello occupazionale guardando sempre avanti e non fare come quei monaci che, nel Medioevo, correvano di città in città annunciando la fine del mondo: <Ricordati che devi morire!> Si, va beh siamo d’accordo, ma intanto nell’attesa un nuovo mondo è possibile e dipende tutto da noi.

Se vedemmu

(dimenticavo di dirvi che lo striscione che appare nella foto lo ha fatto Mirna Felici)

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