Riflessioni sparse sul forno elettrico a Cornigliano.
“Il dibattito si è acceso all’improvviso a inizio Luglio, su ipotesi ancora tutte da verificare e senza considerare elementi fondamentali quali la copertura economica, gli investitori, la situazione di Taranto, le differenze con quella di Cornigliano. Tanto che come ho detto anche in consiglio comunale, ci ho letto una trappola della destra – che infatti si sta portando a spasso alla grande i corniglianesi, compreso l’indecoroso teatrino messo in scena durante l’ultimo consiglio – e un modo per tirare per la giacchetta la Sindaca Salis.
C’è stata un’accelerata dopo le dimissioni del Sindaco di Taranto, e una pretesa di presa di posizione da parte delle istituzioni senza avere nulla di concreto in mano. Per quanto mi riguarda mi pare evidente che il forno elettrico non possa sorgere in quella zona, cosi vicina al centro di Cornigliano, con evidenti ricadute su tutta la città. L’ho esplicitato più di una volta: la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente vengono prima di tutto.
D’altro canto abbiamo centinaia di lavoratori che attendono da vent’anni di essere ricollocati, anche se continuo a chiedermi quanti saranno effettivamente i posti di lavoro garantiti, senza correre il rischio di incappare in una “Fincantieri 2”, con tutti i disagi che vediamo il nostro territorio sta già vivendo.
E già su questi due enormi temi, ambiente e salute e diritto al lavoro, non sarà semplice trovare una composizione e un punto di caduta.
Non ultimo è necessario considerare l’accordo di programma che vincola le aree Ilva, che Cornigliano ha a differenza di Taranto, e che deve necessariamente essere rispettato, compresa la parte di restituzione di una parte di quelle aree al territorio e ai cittadini.
A me pare talmente ovvio che nessuno voglia far ripiombare Cornigliano agli anni 80/90 che quasi mi sembra superfluo puntualizzarlo, ma evidentemente è necessario farlo per rassicurare i cittadini.
Altresì, onestamente, sono altre le mie preoccupazioni: una su tutte l’effettiva necessità di una spinta dell’industria siderurgica che mi spaventa, se abbinata all’ampliamento del bacino portuale con il Ribaltamento a mare e la disponibilità di Fincantieri a virare verso la costruzione di navi militari, la presenza di un’azienda come Leonardo, sempre a Sestri, e le affermazioni di Bucci di qualche settimana fa, passate totalmente sotto silenzio, rispetto alla destinazione militare della nuova diga.
Unite i puntini e vediamo che disegno vi esce fuori.
In molti ci stanno chiedendo di prendere una posizione, ma queste riflessioni riesco ad oggi a condividerle con pochissime persone perché, in tutta onestà, non sono ancora riuscita a trovare un terreno comune di dibattito e confronto.
E credo, onestamente, che sia questo il nostro compito reale: cercare un dialogo con tutte le parti coinvolte e mettersi a disposizione, dei cittadini in primis.
Soprattutto, per quanto mi riguarda, per avere in mano tutte le informazioni necessarie, che comunque non saranno mai abbastanza dato che non sono una “tecnica”. Studio, mi prendono in giro per questo, ma mi mancano ancora tantissime, troppe informazioni cruciali. E invidio chi ha già tutte le risposte in tasca.
E mentre aspettiamo l’incontro del 4 settembre con il ministro Urso, io ci sono, per quel che posso, come sempre.“
(Nella foto di copertina l’ultima assemblea pubblica svoltasi a Cornigliano sulla proposta di installare a Cornigliano un forno elettrico)
Mario Fallabrino
18/08/2025 at 3:19 PM
Tanti discorsi che non portano a nulla.NON SI DEVE TORNARE INDIETRO.IL FORNO NON SI DEVE FARE E BASTA!!!