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Lettera aperta alle Istituzioni

Genova, 24 agosto 2025

Al Ministro delle Imprese e del Made in Italy

Al Presidente della Regione Liguria

Alla Sindaca di Genova

e, per conoscenza, alle Cittadine e ai Cittadini di Genova

Illustrissimi,

il nostro Comitato, da tempo impegnato sul tema del forno elettrico ad arco (EAF) ipotizzato a Cornigliano, ritiene necessario chiarire pubblicamente la propria posizione.

Siamo convinti che un reale coinvolgimento dei cittadini non possa ridursi a un incontro anticipato e privo delle informazioni fondamentali. Un confronto oggi, senza dati tecnici e senza un quadro conoscitivo adeguato, avrebbe infatti il solo effetto di creare l’illusione di una partecipazione, senza consentire decisioni realmente consapevoli. Non credete che, senza informazioni complete, parlare di “partecipazione” sia solo un artificio retorico?

Per questo motivo, riteniamo che ogni convocazione pubblica debba essere preceduta da:

• un’indagine ambientale ed epidemiologica completa e indipendente, che tenga conto del cumulo degli inquinanti già presenti in quest’area, compresa la più grande fabbrica di fanghi d’Italia, gli impatti del laminatoio e dell’indotto industriale circostante;

• il ripristino e la piena trasparenza dei dati di monitoraggio ambientale, oggi gravemente carenti: mancano da tempo centraline e dati pregressi fondamentali;

• la presentazione pubblica di un progetto dettagliato del forno e degli impianti connessi, con valutazione degli effetti complessivi su salute, ambiente ed economia del territorio;

• la raccolta e pubblicazione di dati epidemiologici aggiornati per quartiere, relativi a mortalità, incidenza di tumori, malattie respiratorie, cardiovascolari e altre patologie correlate all’inquinamento, con particolare attenzione alle fasce infantili. È necessario considerare anche la persistenza di danni genetici e sanitari già documentati in passato a seguito delle emissioni dell’Italsider e dell’ex Ilva, che hanno inciso profondamente sul tessuto sociale e sanitario di Cornigliano e del ponente genovese.

Queste richieste non sono arbitrarie, ma fondate sulla normativa vigente. La Costituzione italiana tutela l’ambiente e la salute come diritti fondamentali:

• Articolo 9: la Repubblica tutela il paesaggio, il patrimonio storico e artistico della Nazione e l’ambiente, promuovendo lo sviluppo sostenibile e la tutela delle future generazioni;

• Articolo 31: la Repubblica protegge l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo;

• Articolo 32: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce la protezione dell’ambiente e degli ecosistemi come presupposto per la salute;

• Articolo 41: l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e all’ambiente.

Le norme europee e nazionali sulla Valutazione di Impatto Ambientale, insieme alla Convenzione di Aarhus, richiedono trasparenza, accesso ai dati e partecipazione informata delle comunità interessate. Inoltre, il principio di precauzione, sancito dall’art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, impone che in presenza di rischi anche solo potenziali per la salute e per l’ambiente si evitino decisioni irreversibili fino a quando non siano disponibili tutte le valutazioni necessarie.

Sottolineiamo inoltre un elemento che riteniamo ingannevole e che va chiarito: a Genova non esiste un processo siderurgico da decarbonizzare, perché non vi sono più altiforni o impianti analoghi. Portare a Cornigliano un nuovo forno elettrico significherebbe, di fatto, riportare Genova alla lavorazione a caldo dopo vent’anni dalla dismissione.

L’inserimento di Genova nel progetto di “decarbonizzazione” è stato quindi un artificio per agganciare la nostra città al percorso previsto per Taranto, bypassando l’Accordo di Programma.

Chiediamo pertanto a Lei Ministro, alla Sindaca e alla Regione di non convocare tavoli o incontri ufficiali finché questi passaggi fondamentali non saranno stati compiuti. Solo così sarà possibile garantire un confronto reale, fondato su dati verificabili e su un percorso rispettoso della legge e dei diritti dei cittadini.

Il nostro obiettivo non è sottrarci al dialogo, ma pretendere che il dialogo avvenga su basi serie e trasparenti, nell’interesse della salute e del futuro di Genova.

Con rispetto,

Il Comitato No Forno Elettrico Genova

1 Comment

1 Comment

  1. El Morisco

    25/08/2025 at 2:18 PM

    Queste sono le reali basi di discussione. Come diceva il saggio ” chi non fa inchieste, non ha diritto di parola” La premessa ad ogni discussione necessita di dati e che siano contestualizzati; basati su domande specifiche e non generiche.Morire per l’acciaio? No, grazie

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