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Condividere le conoscenze per costruire un unico fronte coeso e informato che può rispondere meglio ai cambiamenti e alle sfide.

La domanda: Su un tema dibattuto come quello del paventato ritorno del ciclo integrale a caldo a Cornigliano perché è indispensabile a nostro giudizio lo “sharing” cioè la condivisione sui social delle proprie conoscenze?

Perché l’esigenza di coinvolgere le persone con notizie precise e ben contestualizzate garantisce che l’informazione rimanga un bene prezioso e non solo un prodotto di consumo e di gossip.

Tra persone civili la condivisione sui social ci permette di esprimerci e di ottenere in modo rapido un riconoscimento da parte della comunità interessata all’argomento. Il riconoscimento è essenziale perché ci permette di acquisire un posto all’interno di un gruppo, ottenendo una certa attenzione e visibilità. È come alzare la mano ad una pubblica assemblea sindacale per voler esprimere la propria opinione. Sui social la puoi sempre esternare in qualunque momento e contesto nella realtà non sempre. Questo ultimo esempio non è casuale.

Occorre però sempre porre attenzione  a non affidarsi con troppa leggerezza  a quello che si legge e ascolta senza controllarne  la correttezza. Per questo alcuni lettori ci hanno fatto notare che molti articoli sul “cornigiotto” appaiono a firma di Comitati di cittadini e di associazioni in alcuni casi non ben specificati dei quali non se ne conosce l’origine e la composizione.

Anche se giornalisticamente parlando è una giusta osservazione noi riteniamo che l’identità e l’origine di chi scrive non siano poi così importanti quanto lo sono invece i contenuti e i fini dello scritto quando questo riflette  i nostri legittimi interessi anche se espresso  in modo critico  ma costruttivo perché la mancanza di comunicazione, e quindi di un confronto, sarebbe peggio perché genererebbe (nelle persone normali) incertezze e faciliterebbe supposizioni e quindi probabili errori. Poi ci sono i super eroi, gli “oracoli” ovvero quelli che hanno solo certezze e non commettono mai errori  ma per questi apriremo un altro capitolo.

In conclusione i social servono a mantenere insieme, seppur a distanza, un contesto  auspicabilmente  civile  che, attraverso lo scambio di informazioni, faccia sentire persone anche diverse tra loro, parte di un progetto virtuale ampio e condiviso pronto a diventare all’occorrenza un vero e proprio movimento reale a difesa di diritti e dell’ambiente dando voce al maggior numero possibile di opinioni politiche, sociali, culturali, laiche e religiose  presenti nella nostra società.

La redazione

(immagine dal WEB)

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