E’ probabile che il ministro Urso e i suoi consulenti si siano “dimenticati” di avvisare la Sindaca Salis che il loro forno elettrico, prima di diventare “green” con l’idrogeno, sarà alimentato anche con un bel po’ di carbone per ridurre gli ossidi di ferro residui presenti nel ferro preridotto.
Non e’ un particolare di poco conto perché in base ai dati di progetto e alle stime medie di processo, il forno elettrico proposto a Genova avrebbe un fabbisogno annuo di carbone, stimabile nell’ordine delle 50.000 tonnellate, con un range plausibile tra 37.500 e 62.500 tonnellate/anno.
Urge la convocazione da parte della Sindaca, dell’Osservatorio Salute Ambiente, per acquisire questa e altre informazioni.
Nell’ attesa, e’ auspicabile che la Sindaca si riservi (se le hanno lasciato la facoltà) il nulla osta alla realizzazione di un forno elettrico da 2,5 milioni di tonnellate di acciaio a 600 metri di distanza dal centro del quartiere di Cornigliano.
Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova. Centro di Diritto Ambientale