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Il Comitato no forno contesta nel merito con un comunicato la risposta della Regione Liguria

Comunicato stampa

Con una pec a Regione Liguria e Arpal, il Comitato No Forno Elettrico Genova contesta nel merito le giustificazioni addotte da Regione Liguria circa l’assenza di centraline per il monitoraggio dell’aria a Cornigliano. (Vedi lettera Regione in calce, ndr)

(Protocollo n. 0464718-02102025 Regiine Liguria; Protocollo n. 29872 del 02/10/2025 -ARPAL)

Alla cortese attenzione di:

• Ing. Fernando Della Pina – Direttore Generale, Regione Liguria

• Dott. Edoardo G. De Stefanis – Dirigente del Settore Ecologia

Gentili Dott. De Stefanis e Ing. Della Pina,

ringraziamo per la cortese e sollecita risposta alla nostra richiesta di installazione di nuove centraline e campionatori per il monitoraggio della qualità dell’aria nel quartiere di Cornigliano. Prendiamo atto delle spiegazioni relative al Programma di Valutazione e al Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria, nonché delle motivazioni che hanno portato alla dismissione delle precedenti postazioni di rilevamento.

Consentiteci tuttavia di osservare, con tono rispettoso ma fermo, che probabilmente il Comune di Genova non vi ha informati di alcune modifiche significative intervenute nel quartiere:

• è stata aperta la nuova strada di grande scorrimento via Guido Rossa, oggi tra le arterie più trafficate della città;

• è presente nell’area un ampio deposito container, che contribuisce al costante flusso di mezzi pesanti e quindi all’incremento delle emissioni;

• resta operativa, a poche centinaia di metri, la struttura di trattamento fanghi del depuratore di Cornigliano, tra le più grandi d’Italia, già fonte di emissioni odorigene e impatti ambientali segnalati da anni dai residenti.

Alla luce di questi elementi oggettivi, appare difficile sostenere che “non siano intervenute variazioni sostanziali del quadro emissivo connesso alle attività industriali o al traffico”.

Evidenze epidemiologiche

I dati scientifici disponibili confermano che Cornigliano rappresenta un’area con un carico sanitario superiore alla media cittadina. Uno studio basato sui dati comunali (Contiero et al., International Journal of Environmental Research and Public Health, 2021) relativo al periodo 2009–2020 ha evidenziato che Cornigliano presenta gli SMR (Standardized Mortality Ratios) più elevati tra i 25 distretti di Genova, con valori pari a 124,4 per i maschi e 133,4 per le femmine. Tali valori rappresentano il massimo livello di mortalità standardizzata nell’intero Comune di Genova.

Già precedentemente, uno studio condotto su base epidemiologica locale (Casella et al., Epidemiologia & Prevenzione, 2005) aveva rilevato un eccesso di mortalità complessiva e aumenti significativi nell’incidenza di tumori dell’encefalo, del colon-retto, della prostata, oltre che di malattie respiratorie e neurodegenerative. Lo stesso studio documentava inoltre una riduzione delle ospedalizzazioni in seguito alla chiusura della cokeria, confermando il nesso tra condizioni ambientali e stato di salute della popolazione.

Queste evidenze epidemiologiche rendono indispensabile e urgente un nuovo sistema di monitoraggio ambientale — con centraline fisse e mobili — e una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) indipendente e preventiva, in conformità con il principio di precauzione sancito dall’art. 191 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e con gli articoli 9 e 32 della Costituzione Italiana. Nel rispetto del diritto dei cittadini di Cornigliano a vivere in un ambiente salubre, chiediamo che la Regione Liguria, in collaborazione con ARPAL, disponga l’attivazione immediata di nuove postazioni di monitoraggio fisse e mobili nel quartiere, con campagne di campionamento prolungate e pubblicazione trasparente dei risultati. Tale misura rappresenterebbe un atto concreto di responsabilità istituzionale e di attenzione verso una popolazione che da decenni subisce il peso delle scelte industriali e infrastrutturali del territorio.

Restiamo a disposizione per ogni ulteriore confronto tecnico e confidiamo che la Regione vorrà agire con la sensibilità e l’urgenza che la situazione impone.

Con i nostri più cordiali saluti,

Comitato No Forno Elettrico Genova

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