News

Vogliamo essere l’effetto di un passato da dimenticare o la causa di un futuro migliore? Bella domanda eh! By A. Penzo psicoterapeuta

Ogni gesto che compiamo oggi, ogni scelta mancata, ogni rinuncia alla responsabilità genera un effetto preciso, inevitabile, che ricadrà su chi verrà dopo di noi. È il principio di causa ed effetto: semplice, limpido, eppure a Genova sembra ancora sconosciuto.

“A Genova non si può progettare niente” Un giudizio gratuito ma pesante che ci si sente rivolgere fin troppo spesso e che ha sull’opinione pubblica, memore del passato, un effetto immediato quello di farla riflettere su altre possibili decisioni prese oggi con scarsa conoscenza del territorio, incompetenza, per miopia amministrativa o per convenienza politica che ignorano le nostre reali necessità.

A Genova, all’epoca dell’industrializzazione, la causa fu un’aspettativa per la crescita demografica esponenziale. L’effetto? Una cementificazione selvaggia, fiumi deviati, strade tracciate senza considerare la conformazione idrogeologica di una città fatta di salite e discese. Quelle decisioni hanno generato la città alluvionale che conosciamo: non una fatalità, ma la conseguenza diretta di scelte scellerate.

L’inquinamento è un’altra causa. Il clima che cambia, la qualità dell’aria che peggiora, le malattie e la spesa sanitaria che cresce sono effetti che abbiamo sotto gli occhi. Da decenni aspettiamo che finisca il petrolio, che arrivi spontaneamente l’eolico;  aspettiamo che qualcuno di buona volontà e lungimiranza metta  il vento, il sole, le maree al centro delle politiche energetiche. Ma l’inerzia e l’attesa sono anche loro una causa che produce come effetti: ritardi, dipendenze, danni alla salute, perdita di competitività e vite spezzate. Le esalazioni provenienti da lavorazioni a caldo: sono la causa. Gli operai e i residenti che si ammalano sono l’effetto. Il peso economico sulle finanze pubbliche: l’ulteriore effetto.

La scelta politica di non intervenire: la causa principale di tutto questo.

Siamo però dominati dal “qui e ora”. Mostrarsi in piazza produce un effetto immediato: la popolarità, mentre studiare a fondo cosa comporta un aumento dell’industria pesante produce altri effetti come l’impopolarità, ma anche vite umane salvate e un futuro più sano per tutti.

Ma perché allora rifiutiamo ostinatamente di guardare al lungo periodo? Perché ci ostiniamo a ignorare che ogni causa messa in moto oggi produrrà un effetto domani e che la differenza tra un futuro vivibile e uno compromesso dipende letteralmente dalle nostre scelte attuali?

Far crescere una solidarietà tra generazioni significa proprio questo: assumersi la responsabilità delle cause che generiamo oggi, sapendo che saranno gli altri, i giovani di oggi, i figli di domani, la terra stessa a viverne gli effetti.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti

To Top