Monitoraggio di biossido di azoto su balconi: i primi risultati confermano un punto “caldo” a Cornigliano.
I primi risultati del monitoraggio civico della qualità dell’aria, condotto con campionatori passivi (Radiello) su tre balconi di cittadini di Cornigliano, rivelano una situazione critica e disomogenea.
Di seguito i punti salienti emersi nella settimana dal 29/10 al 5/11. Un picco locale netto: In Via Cornigliano (lato levante) è stata misurata una concentrazione media di Biossido di Azoto (NO₂) di 23,9 µg/m³. Questo valore è quasi il doppio rispetto a quello misurato in altri due balconi dello stesso quartiere, via Cornigliano (zona centrale) e via Pellizzari (12,8 e 14,9 µg/m³). È paragonabile ai livelli di strade genovesi ad alto traffico, come confermato dal confronto con i dati ufficiali ARPAL di Via Buozzi (29,3 µg/m³). Si segnala la possibilità di esposizione di lunga durata a concentrazioni di biossido di azoto di rilevanza sanitaria.
Il motivo è chiaro. Il balcone di Via Cornigliano (lato levante), al secondo piano di un condominio lungo una strada a canyon, si affaccia su una piazza attualmente interessata da lavori. I dati suggeriscono che l’attività dei numerosi mezzi meccanici presenti nel cantiere possano avere un impatto diretto e significativo sulla qualità dell’aria respirata dai residenti ai piani bassi delle abitazioni di piazza Massena, creando un “hotspot” localizzato di inquinamento
Il metodo di analisi scelto dal comitato “No Forno Elettrico Genova” conferma la sua affidabilità e flessibilità. Il confronto statistico dimostra che le differenze riscontrate tra il sito che si affaccia su piazza Massena e gli altri due, sono significative e non frutto di casualità. Inoltre, gli altri due siti monitorati, via Cornigliano (lato ponente) e via Pellizzari, posti al quarto piano, sebbene in una strade a “canyon urbano”, grazie alla loro maggiore distanza dai flussi di traffico, mostrano valori in linea con la stazioni di fondo urbano di Acquasola dove, ARPAL ha registrato, durante lo stesso periodo, una media giornaliera di biossido di azoto di 13 microgrammi per metro cubo.
Su tutti i campionamenti, cinque giorni di pioggia, anche intensa e l’associata perturbazione, hanno certamente contribuito a ridurre l’inquinamento che comincia a peggiorare anche a causa dell’accensione degli impianti di riscaldamento.
Questo è solo l’inizio: il monitoraggio “popolare” continua e si allarga. Questa prima “foto” rappresenta solo un tassello di un’indagine più ampia.
Sono in corso di analisi altre due settimane di campionamento effettuate a Cornigliano, presso le stesse abitazioni, che permetteranno di confermare la differenza tra i siti monitorati e le concentrazioni problematiche riscontrate dalle parti di piazza Massena.
Inoltre, per avere un quadro completo dell’esposizione all’inquinamento in città, lo stesso metodo di monitoraggio “popolare” è stato esteso, contemporaneamente, ad altri tre quartieri di Genova: Sampierdarena, San Teodoro e Lagaccio, a cura della Rete Associazioni San Teodoro e di Rigenerazione Centro Ovest. I campionatori passivi sono stati posizionati su tre balconi esposti alle emissioni portuali e in un negozio in via Buranello, una lunga strada a canyon, per mappare l’esposizione della popolazione in diverse tipologie di luoghi di vita di Genova, attualmente senza controlli ufficiali della qualità dell’aria che respirano i residenti.
La prossima settimana sono attesi nuovi risultati.
Dr. Federico Valerio (Chimico Ambientale)
Per informazioni e chiarimenti: 3496171409