In evidenza

“Comitato NO forno Genova” tutti insieme per ambiente e occupazione ma non tra vent’anni. By D. Malini

Noi (Comitato, ndr) siamo già partiti prima che scoppiassero situazioni del genere, raccogliendo i soldi necessari per collocare le centraline di monitoraggio ambientale e lo avevamo fatto anche in previsioni di accadimenti come questi. La tutela del lavoro e il diritto al lavoro sono due elementi imprescindibili, però con dei distinguo perché esclusi i lavoratori che vorrebbero lavorare, qui c’è di mezzo la grossa responsabilità di chi è dietro al lavoro e dei sindacati, che in vent’anni non hanno pensato che questo momento prima o poi ci sarebbe stato e evidentemente non hanno voluto prevederlo. È triste dirlo, ma ci sono decine e decine di persone che da vent’anni prendono uno stipendio, magari avrebbero voluto anche lavorare preciso, ma nessuna nazione può pensare di pagare per vent’anni uno stipendio a chi non lavora. Tutti conosciamo persone che sovente hanno un secondo o un terzo lavoro, però intanto prendono lo stipendio dallo Stato. Si sa perfino di chi ha rinunciato a buone uscite, per poi però avere la cassa integrazione e la Naspi.

A prescindere da ciò i lavoratori hanno comunque giustamente il loro diritto a mantenere le loro famiglie, dunque li sosteniamo per poi rivolgersi alla sindaca Salis. Non diciamo come lei ha detto SI al forno perché diversamente avrebbe dato un alibi; in politica non si ragiona così, non si fanno giochi del genere. Se si è sulla linea della decarbonizzazione la si sposa e si va fino in fondo. I cittadini di Cornigliano non capiscono più nulla della situazione e non sanno se ci si possa fidare o meno della sindaca.

Nonostante ciò noi del comitato abbiamo fiducia in Salis perché pensiamo possa prendere decisioni importanti. Ci riuniremo assieme alle Donne di Cornigliano e altre associazioni, andremo avanti, pubblicheremo i dati e faremo una conferenza stampa in relazione all’occupazione e proponendo anche delle proposte, perché ce ne sono per dare lavoro dato che quelle aree dell’ex ILVA sono preziose. Bisogna dar lavoro a chi vuol lavorare, e non però a chi sta a casa per vent’anni. Sosteniamo le istituzioni e i sindacati che vogliono veramente trovare soluzioni alternative, ma non tra vent’anni

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I più letti

To Top