Segnaletica orizzontale quasi invisibile un po’ ovunque, buche stradali, mancati ripristini definitivi del manto di usura, piste ciclabili invisibili, sosta selvaggia, motociclisti che si sorpassano contromano, ciclisti che ignorano semafori, pedoni che fanno jogging in mezzo alla strada, varianti aperte e poi inspiegabilmente chiuse; questa la situazione della viabilità a Genova in piena deregulation un vero e proprio liberi tutti.
Il disagio maggiore proviene dalle centinaia di cantieri aperti tra il centro città e il ponente cittadino dove è assai difficile vedere maestranze al lavoro e quando sono presenti lo sono in numero palesemente insufficiente. Si veda ad esempio in L. Mare Canepa e sulla strada di sponda destra del Polcevera. Lavori che pare non avranno mai fine. La mancata o scarsa illuminazione delle aree di cantiere nelle ore notturne (assenza di indicatori ad alta visibilità e lampade stradali spente messe solo per diurna figura) creano condizioni di pericolo e di enorme disagio agli automobilisti specie per chi ha scarsa conoscenza dei luoghi in una città che ostenta una vocazione turistica.
Segnaletica stradale verticale che pare fatta solo per ipervedenti mentre ridicole e pressoché invisibili “piste ciclabili” sono diventate pericolose moto ciclabili.
I lavori pubblici sono importanti e nessuno lo nega, ma la loro gestione richiede competenza, programmazione e buon senso. In questi giorni la città è bloccata: code ovunque, percorsi alternativi non segnalati (G. Rossa ad esempio) e cittadini esasperati a causa di lavori perennemente in ritardo.
Quanto sta accadendo a Genova è a nostro giudizio l’emblema di una gestione disordinata e superficiale dei cantieri cittadini e della mobilità urbana alla quale va aggiunta la gestione disinvolta dei cantieri sulle nostre autostrade A10, A12 e A7. Il risultato è una città caotica dove, se riesci ad arrivarci, appare evidente l’assenza di un coordinamento efficace tra gli enti coinvolti e rispetto per il tempo e la pazienza dei cittadini (contribuenti) che ne pagano le conseguenze.
Se vedemmu