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Cabina AMT 4 assi via Bertolotti. Così è se vi pare

Lo scorso lunedì presso gli uffici comunali del Matitone si è svolto un incontro tra rappresentanti del nostro Municipio, portavoci di alcuni residenti questi ultimi presenti all’incontro, con i tecnici comunali per valutare possibili soluzioni alternative all’annosa questione della costruenda cabina elettrica AMT in via Bertolotti della quale avevamo parlato in un precedente articolo (vedi link in calce).

Valutando alcune indiscrezioni pervenute dagli uffici al cornigiotto abbiamo tratto le seguenti conclusioni. Nonostante la disponibilità dei tecnici presenti non è possibile oggi prendere in considerazione una qualunque soluzione alternativa a quella in essere in quanto non ci sono tempi tecnici per apporre modifiche ai lavori già avviati mentre tutti i cantieri a Genova sono in enorme ritardo per cui il rischio di perdere parte dei contributi, che ammontano complessivamente a circa 500 milioni, è molto alto.

A detta dei tecnici altri ostacoli da superare, che porterebbero via altro tempo,  sono rappresentati da una nuova progettazione (parte tecnica in mano a Regione Liguria) e le necessarie modifiche al PUC. Per queste ultime chi scrive non può fare a meno di  ricordare la velocissima delibera notturna della giunta Bucci quando si trattava di modificare il PUC per assegnare le aree di Bombrini all’autoparco dell’empatico Spinelli. Ma questa è un’altra storia.

Non presa in considerazione, quando c’erano probabilmente i tempi per farlo, l’ipotesi di collocare la cab. AMT nella rimessa Barbareschi o in uno dei sottopassi tombati su via Cornigliano (vedi PEC in allegato) a zero impatto ambientale come avvenuto in altre parti della città dove avrebbero avuto a disposizione maggior spazio e dove non sarebbe stata praticamente necessaria ogni opera edile essendo la rete ENEL a 15 Kv e filoviaria a pochi metri, i corniglianesi, ancora una volta dovranno turarsi il naso ed accettare di buon grado l’ennesima servitù. Si è parlato di eventuali compensazioni ne suggeriamo una. L’apertura di uno dei volti sotto la ferrovia che dal parcheggio di via Bertolotti danno accesso al giardino lineare e l’utilizzo libero e gratuito ai residenti del parcheggio sottostante la G. Rossa a ponente una volta liberato dell’area di cantiere.  

In conclusione ci troviamo di fronte ad una scelta obbligata alla quale sarebbe impossibile sottrarsi senza pagare pegno e della quale si poteva fare a meno se la giunta del fare in fretta e male avesse preventivamente ascoltato i residenti e il “Gruppo di lavoro municipale” preposto al monitoraggio del destino delle aree sottratte alla siderurgia.

Se vedemmu

Cabina elettrica via Bertolotti. Una PEC del “Cornigiotto” al Comune per chiedere spiegazioni – il cornigiotto

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