Più che i post e le opinioni espresse su FB, possono le immagini. Questa (courtesy fo Confindustria) inchioda tutti gli attori dell’Accordo di Programma alla loro assenza di lungimiranza per il quartiere e la città di Genova. Sono numeri al lordo della CIGS, ergo da scontare di circa il 20-25%, negli anni finali. 1,2 kmq hanno assistito increduli al tracollo dei posti di lavoro in 20 anni. Spazi gestiti come se Genova fosse nel US MidWest dove le praterie abbondano, anziché stretta fra mare e monti. La proposta di Confindustria ha avuto il merito di incanalare il dibattito sul futuro delle aree industriali, lungo i binari dello sviluppo sostenibile, senza l’area a caldo.
La stragrande maggioranza dei Corniglianesi deve sostenerla, tuttavia senza fare sconti a progetti che portino inquinamenti diversi e/o miseria ai lavoratori che tanto hanno sofferto in questa situazione di incertezza. In attesa che i leaders apicali istituzionali si esprimano ufficialmente e si dimostrino Leaders e non Sub-Leaders a riporto di alcune sigle, si è palesemente manifestato “who never misses a chance to miss a chance” (da che non cambi mai a opportunità persa, ndr).