Il prossimo 1 aprile, data probabilmente scelta non a caso, “festeggiamo” (si fa per dire) l’anniversario del termine dei lavori su via Cornigliano iniziati a giugno del 2019 e terminati nel 2022.
Dopo soli quattro anni le condizioni di via Cornigliano sono ben visibili e note a tutti. Buche un po’ ovunque alcune riquotate alla bella e meglio con toppe d’asfalto multicolori, pavimentazioni in masselli autobloccanti rotte e smosse, attraversamenti pedonali rifatti, totem messi e poi rimossi, caditoie rotte, aiuole rifatte, una discutibile e pericolosa rotondina (Minghetti/Dufour) di cui non se ne conosce il destino che evidentemente non preoccupa l’Amministrazione e una altrettanto discutibile geometria della nuova rotonda Massena (lavori oggi in corso) fatta più per soddisfare le fantasie di qualche architetto “maledetto” più che rivolta ad agevolare il transito dei mezzi pubblici di 18 metri costretti in direzione ponente ad effettuare una vera e propria chicane. Quanto complessivamente speso supererà sicuramente i 10 milioni di euro ma il risultato pratico, tecnico ed estetico è appena sopra la sufficienza. Altra nota dolente è lo stato di incuria delle aiuole in assenza di un contratto di servizio che ne assegni la loro manutenzione periodica ma questa è un’altra storia.
Ma di chi sono le responsabilità?
Partiamo dal collaudo dell’opera, sia statico/strutturale che tecnico/amministrativo, come fase fondamentale del processo realizzativo in quanto sancisce che essa sia conforme a quanto stabilito nel contratto d’appalto tra l’amministrazione, e l’impresa. A chi, chiamandosi fuori, pensa che parlare di Amministrazione possa essere non corretto in quanto il committente era Società per Cornigliano ricordiamo che SPC è soggetto pubblico perché costituito da Regione, Comune, Città Metropolitana e Invitalia. Ma torniamo al collaudo che “dovrebbe” essere affidato a persone in possesso di una qualificazione rapportata alla tipologia e alle caratteristiche specifiche del contratto oltre ai requisiti di moralità, competenza e professionalità nominati dall’Amministrazione o da chi per essa.
La domanda che ci poniamo sono se il collaudo su via Cornigliano, rotonda Massena a parte in quanto ancora in corso d’opera, ha avuto esito positivo o negativo e se nel secondo caso sono sorti e in corso contenziosi con le imprese appaltatrici che ricordiamo erano: RTI ING.INS. SpA – Tassistro G. Bruno – C.eM.E. Snc – ASA Srl.
Perché se il procedimento di collaudo è risultato POSITIVO assume particolare rilevanza civile l’esito palesemente ben diverso in quanto si “dovrebbero” innescare meccanismi di responsabilità che coinvolgono tutti i soggetti partecipanti alla realizzazione dell’opera stessa, tra cui appaltatore e direttore dei lavori, progettista, RUP, stazione appaltante, ecc..
Infatti, quando un’opera pubblica presenta vizi o difetti che ne compromettono, costi, funzionalità o la sicurezza, ci si “dovrebbe” porre il problema di individuare i soggetti responsabili e di definire i rapporti tra di essi. In questo contesto assume rilevanza centrale l’art. 2055 del c.c., che disciplina la responsabilità solidale per fatto illecito. Inoltre, l’appaltatore non può difendersi dicendo che gli errori siano imputabili esclusivamente al progettista, perché ha il dovere di controllare il progetto e l’esecuzione del lavoro e segnalare la presenza di eventuali errori evidenti come ad esempio la qualità dei materiali adottati. In sostanza, l’appaltatore deve essere un collaboratore attivo, non un semplice esecutore passivo delle indicazioni ricevute.
Ma si sa, dolo e responsabilità oggettiva nel nostro Paese sono dilemmi complessi e poi per Cornigliano quanto fatto basta e avanza.
se vedemmu
Fabrizio Castello
23/03/2026 at 6:40 PM
Non ha dato i frutti sperati!
Marcello
24/03/2026 at 6:57 PM
Ottima disamina, peccato che i media locali e regionali, non se ne curino oltretutto sarebbe bello poter vedere i progetti che hanno partecipato al bando, ma che non sono stati scelti giusto per capire se si è d’avvero scelto il migliore o il più economico.