In questa casa contadina, oggi ristrutturata, posta in Salita rocche di Coronata circondata da ulivi, alcuni filari di bianchetta e alberi da frutta situata sullo svincolo per Cornigliano dell’A10, viveva Gaggero, Lillo per gli amici. Un ometto forte, apparentemente mite poco socievole e poco disponibile al confronto ma al quale si aprivano il cuore e l’anima quando la domenica mattina, insieme al compianto Salvatore Orsini, andavamo a portaglil’Unità accompagnato ad una sleppa di focaccia non prima di aver annunciato a distanza il nostro arrivo con urla e richiami. Si perché Lillo non amava gli intrusi, forse reminiscenze di lotta partigiana, per cui teneva appesa all’interno della porta di casa una inquietante doppietta da caccia cal. 12. Allora non esistevano antifurti. Vi racconto questa. Sul suo terreno era presente una cabina palo ENEL e una volta gli operai che vi dovevano eccedere per una manutenzione senza averlo preventivamente avvisato furono oggetto di bersaglio. Ovviamente da allora i preavvisi di intervento scritti e verbali si sprecarono e la cabina fu prudenzialmente spostata fuori dalla sua proprietà. Ma torniamo a Lillo. Tra un “piove Governo ladro” e l’altro, la politica era l’argomento principale, seduti su precarie sedie di paglia mangiavamo insieme la focaccia ancora tiepida presa nel forno di Via Elsa mentre Lillo mesceva ogni volta in gotti, tenendola in mano come se fosse una reliquia, una bottiglia del suo particolare vino. Particolare perché, come dice Salucci, “Tutti i vini, se sono vini, sanno di vino, ma a sapere di zolfo c’è solo il Coronata”.
Ci manchi Lillo come ci mancano le tue storie e i sapori della Coronata di un tempo.
Se vedemmu