Capisco la buona volontà e lo sforzo, meno il risultato e le prospettive. Punti deboli restano la riduzione degli organici (se riguarda gli autisti) eccetto chi raggiungerà in questi anni la pensione, l’intollerabile taglio dei debiti del 50% che metterà in crisi altre aziende fornitrici e i relativi occupati, nessuna garanzia che ad AMT bastino misure così drastiche mancando un assetto societario solido, ed una azienda da rimettere integralmente in sicurezza (depositi, manutenzione, gestione, relazioni sindacali). Questa giunta comincia a dare segni di stanchezza su più fronti, un’auto che nel cambio di marcia gira troppo spesso in folle.
Senza l’intervento nella compagine societaria di un azionista solido e di mestiere con i costi che continueranno a crescere raggiunto l’assetto ottimale della mobilità nel suo complesso (metro’ – bus – filobus – treno). L’azienda non sta in piedi oggi e non starà in piedi domani, dipendendo da continui salvataggi, come fatto finora da molti anni camminando sul filo del burrone. Si sta perdendo l’occasione di porre fine ad uno sfacelo, e non se ne comprendono le ragioni. (Nuovo azionista? Gruppo FS ad esempio ,che tra l’altro dovrà gestire il servizio Metro-Treno previsto sulla tratta costiera, che sarà possibile con il nodo di Genova finito, i nuovi treni e le nuove stazioni.). Si profila seriamente il rischio di dover cambiare musica e musicanti, Genova resta con troppi dossier aperti e senza una prospettiva.