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A Cornigliano due depuratori sono meglio di uno.

Sono trascorsi circa sette anni dalla partecipata assemblea al Centro Civico di villa Spinola dove si parlava del nuovo depuratore di Cornigliano (di seguito DAC) che avrebbe dovuto iniziare a funzionare nel 2021 e entrato invece in funzione lo scorso anno. Come dimenticare la solenne promessa dell’allora Sindaco Bucci, presente alla riunione, che sarebbe seguito uno studio su come ridurre i carichi del DAC?

Le rassicurazioni di allora da parte del Comune sul monitoraggio di odori e in generale delle emissioni (in particolare del biogas) non avevano convinto i presenti che tuttavia dovettero fare buon viso a cattiva sorte perché tutto era oramai deciso. Cornigliano, ancora una volta, era chiamata a risolvere i problemi di un’intera città. Si perché di fatto l’impianto  tratta acque e fanghi della Valpolcevera e quegli prodotti anche dagli attuali depuratori di Volpara, Punta Vagno, Darsena e Sestri Ponente mentre a oggi non ci è dato sapere se si è dato corso anche all’intenzione di allacciare alla rete del DAC le reti di Pegli, Quinto e Sturla.

ALTRO CHE RIDUZIONE DEI CARICHI!

A quel punto, ai corniglianesi abituati al peggio e memori dell’esperienza di Campi, poco importava del diametro dei tubi e della quantità dei liquami che il nuovo DAC tratta, si auguravano solo che tutto avesse funzionato alla perfezione e che non si verifichino dal nuovo DAC altri miasmi nocivi. Anche su questa questione nulla ci è dato sapere perché sul nuovo DAC non esistono studi.

“Il nuovo depuratore d’area centrale Iren a settembre sarà pronto si potrà chiudere così il vecchio depuratore in mezzo alle case e poi a seguire il fangodotto della Val Bisagno, un impianto moderno che recupera energia e rende utilizzabile l’acqua trattata” affermava l’allora l’assessore all’Ambiente del Comune di Genova Matteo Campora.

Proprio di Campi e degli spazi che dovrebbero liberarsi oggi per il quartiere a causa dell’entrate in funzione del nuovo DAC vorremmo si parlasse oggi. Dei “campesinos” e di quanto hanno sofferto e soffrono tutt’ora per miasmi e traffico e delle compensazioni che meriterebbero dopo oltre mezzo secolo di una difficile convivenza che ha visto le loro case scendere al più basso valore di mercato e che vorrebbero capire se è davvero così tanta la merda (perché di questo alla fine si tratta) che confluisce a Cornigliano per cui sono necessari due depuratori.

se vedemmu

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