Il diffuso giustificato allarmismo di questi giorni dimostra ancora una volta la totale assenza di dialogo tra Pubblica Amministrazione e residenti e la desolante verità che ne viene fuori è che il quartiere di Cornigliano, impreparato a difendersi sembra essere, per l’ennesima volta, l’unica soluzione possibile per la crescita della città e dei problemi di un’intera nazione evitando di fatto ogni ricaduta positiva per il quartiere a parte una discutibile, costosa e minimale riqualificazione.
Quanto ottenuto in passato grazie alle proteste dei residenti è un ricordo ormai lontano eppure dovrebbe essere motivo di unione di tante forze sociali e politiche, al di là dello schieramento, per difendere in modo forte e univoco un quartiere che per oltre 70 anni ha dato tutto, compreso il suo mare e vite umane, all’Italia.
Una forte partecipazione politica, senza strumentalizzazioni di bandiere, pronta a contrastare scelte scellerate, sarebbe auspicabile, utile e necessaria altrimenti, ancora una volta, ad essere strumentalizzati saranno i corniglianesi; quella minima ininfluente percentuale di eterni insoddisfatti, spesso ricorrente nei discorsi del nostro Governatore, che, come diceva il saggio: “ Essendo impossibile piacere a tutti, accontentiamoci di riuscire graditi a coloro che sanno accettarci per ciò che siamo, con i nostri pregi e con i nostri difetti.” Gli elettori di Albaro ad esempio
Se vedemmu
(disegno dal web)