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Cornigliano è già stata Taranto ovvero “Emmo za daeto!” By Comitato NO forno

Cornigliano per anni è stata Taranto, il cielo era rosso per le polveri e le nubi bianche di anidride solforosa salivano dai camini, negli occhi dei bambini entravano schegge di ferro che volavano nell’aria verso le 16.00 del pomeriggio all’uscita da scuola, e rumori assordanti e scoppi provenivano dalla fabbrica terrorizzando i cittadini perché si temeva sempre qualche incidente mortale.

La popolazione si ammalava ma non capiva, era il destino, la fatica, la mancanza di tempo libero cosa faceva ammalare?

Le malattie erano le più diverse ma era risaputo che chi doveva lavorare per vivere non aveva “Santi in paradiso” o che la povera gente non poteva stare male, perché se non lavoravi non mangiavi ed eri un numero per la grande fabbrica, morto te per qualche esplosione qualcun altro entrava.

C’era lavoro ma il prezzo era altissimo.

Una della fortune fu che gli autoctoni ricordavano il mare e pensavano che oltre quell’obbrobrio c’era ancora il mare ad attenderli, chiudevano le finestre in via Verona perché sarebbe potuta entrare la sabbia ed andare nel letto.

Non era sabbia, era polvere di ferro che non ti faceva vivere.

La fabbrica era una grande madre matrigna che ti dava uno stipendio e non sapevi che ti stava avvelenando.

La vocazione di Cornigliano era il commercio del pesce, l’inscatolamento di carni, il turismo e l’accoglienza perché c’era lavoro per tutti.

Mentre costruivano quella piana maledetta, oggi tanto ambita, la gente crepava, ma il lavoro per il proletariato era sacrificio: “ va bene che c’è” ,”anche oggi abbiamo mangiato” erano le frasi dei miei avi.

L’industria pesante era un orgoglio nazionale, ma la gente moriva e non sapeva perché.

In quell’area spiccava l’accoglienza, vera vocazione di Cornigliano anche oggi .

Un territorio orgoglioso perché resisteva ed accoglieva migranti da tutta Italia; i palazzi diventavano comunità , tutti avevano bisogno dell’altro per resistere e anche se la politica poteva dividere vinceva la solidarietà.

Cornigliano è stata Taranto e non vuole tornare ad essere Taranto e desidera aiutare Taranto ad emanciparsi dalla vocazione siderurgica che Politici e Padroni le hanno appiccicato come un premio.

L’espressione vocazione evoca cose belle, doti, doni naturali dell’essere umano del territorio; in questo caso è usata per ingannarci.

“Cornigliano potrà tornare Grande” dichiara qualche politico.

Cornigliano non ne ha voglia di quella grandezza, ne vuole altra. Vuole pale eoliche, vuole cemento green, avrebbe voluto un depuratore all’avanguardia , non il più grande , ma che la sua presenza ricadesse in modo positivo sui cittadini : il biogas prodotto poteva essere usato per dare riscaldamento gratuito ai cittadini, ad esempio non solo sacrifici e morte.

Bisogna emanciparsi ed ispirarsi a modelli economici e sociali migliori per l’ambiente sia lavorativo che cittadino, la scienza ambientale esiste, usiamola.

Le persone devono emanciparsi e la politica deve imparare a consultare i cittadini prima di imporsi.

Cornigliano aveva scelto di uscire dagli anni 70 dall’industria pesante, ma nessuna giunta ha mai bonificato l’area.

Perché?

Come mai nessuno indaga su quali interessi hanno bloccato la trasformazione di quell’ area?

Noi eleggiamo politici che dovrebbero servire alla cittadinanza a stare meglio, a migliorare, invece ci troviamo davanti a teatrini improduttivi.

Perché se un lavoratore non funziona può essere richiamato, ma un politico no?

Credo che i politici debbano servire i cittadini, aiutarli a soddisfare i loro bisogni.

Cornigliano ha un enorme area inutilizzata che potrebbe servire per creare lavoro pulito se bonificato, perché non è stato fatto?

In questi giorni qualcuno ha detto di lasciare il passato di Cornigliano alle spalle ma come spiega il dott. Federico l’inquinamento prodotto nel passato sta continuando a mietere vittime , i corniglianesi continuano ad ammalarsi e morire più di altri , anche se da anni vivono in altri territori.

Quindi prof. Bagnardi anche a Cornigliano i danni sulla salute e sull’ambiente sono provati e tangibili .

Cornigliano ha la vocazione di Esistere con dignità e di Resistere con forza e coerenza.

Non interpellare la popolazione su quale strada produttiva si volesse intraprendere nel territorio è stato un atto di vigliaccheria, dire che le nuove tecnologie saranno usate per lavorazioni dell’acciaio e parlare nuovamente di 1 o 2 fornaci elettriche vicino all’abitato è criminale.

Dal 18 febbraio 2005 la corte di cassazione ha riconosciuto l’inquinamento come reato perseguibile.

Non è l’unica soluzione quella del forno elettrico, né la migliore. Ci sono soluzioni più efficaci, come avvenuto in altri parti d’Europa. Il modo di non interpellare nessuno, di comunicare dati falsi (inquinamento a livello zero, industria pulita), di non cercare altre soluzioni realizzabili (che ci sono), lascia purtroppo pensare che non solo sia deciso, ma che le ragioni del lavoro, o dello sviluppo economico siano solo delle giustificazioni dietro cui nascondere altri obiettivi, che vorremmo conoscere ed avere la possibilità di approvare o disapprovare come cittadini coinvolti.

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