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Certa politica è miope, incapace o interessata?

Solo una classe politica miope, incapace o interessata non ha la volontà di trasformare un luogo unico al mondo, attraverso un processo che implica competenza, consapevolezza delle risorse che si possono mettere in gioco  e una visione diversa del territorio di Cornigliano, in un luogo di eccellenze da mostrare al mondo intero che crei valore all’interno della comunità che lo abita, alla propria città e alla nazione intera.

I valori del territorio sono negli occhi di chi guarda, ma occorre essere capaci di guardare per capire quello che un territorio può offrire altrimenti perdiamo occasioni che potremmo mai più avere.

Parliamo di centinaia di migliaia di metri quadrati tangenti uno scalo aeroportuale, il più importante porto italiano, autostrade e ferrovie e un polo tecnologico e universitario hi tech tra i primi in Europa.

Eppure basterebbe poco per cambiare punto di vista rivolgendosi, ad esempio, a un mondo imprenditoriale variegato fatto di persone con punti di vista e idee di progresso e futuro differenti da quella di un ritorno al ciclo integrale a Cornigliano. L’intera area rivista potrebbe dare lavoro ricco a decine di migliaia di persone eppure pare non bastare a chi incomprensibilmente auspica ad un ritorno ad un passato che i corniglianesi vogliono dimenticare ben consapevoli del loro patrimonio territoriale perché gli è stato sottratto con la conseguente perdita di quella vocazione che ci rendeva un tempo  riconoscibili e distinguibili dagli altri. Intendo quella turistica e non quella siderurgica venuta dopo.       Ma questa è un’altra storia.

Quando la politica si guarda in giro per risolvere i suoi problemi e per soddisfare i propri sponsor, oggi ad esempio va forte l’economia di guerra alla quale serve molto acciaio, dovrebbe guardare anche alle persone, all’etica e alla comunità ospitante; al futuro, alla felicità e alla qualità della vita di chi ci abita.

I corniglianesi sanno bene che il Castello Raggio non lo ricostruirà nessuno e che a loro non verrà restituito il mare, unico quartiere del ponente cittadino a non averne più accesso, e sono disposti ad ascoltare Governo e parti sociali ma il tono giusto delle argomentazioni non possono essere false narrazioni smentite dalla comunità scientifica e medica di tutto il mondo oppure ricatti occupazionali.

Il ritorno alle lavorazioni a caldo a Cornigliano, messo definitivamente al bando dalla giurisprudenza, non è l’unica soluzione al problema occupazionale, e la politica lo sa bene, essendo pur sempre una fonte di inquinamento atmosferico che può interessare tutta l’area metropolitana. Inquinare meno è diverso da non inquinare per nulla. Fatevene una ragione. Abbiate rispetto e smettetela di prendere in giro con la favola del “green”  persone che hanno sofferto molto.

   Se vedemmu

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