Dalla pag. FB di “GIUSTIZIA PER TARANTO”
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha detto alla stampa che la strategia di “decarbonizzazione” per lo stabilimento di Taranto partirà con la riattivazione di tre altiforni, così da garantire una produzione sufficiente e la tenuta economica del sito nella fase iniziale della transizione verde.
Per chi non conosce a fondo la questione, sembrerebbe quasi rassicurante: “riaccendiamo gli altiforni per poterli poi spegnere e far diventare green la fabbrica”. Ma se traduciamo dal linguaggio politico a quello della vita reale, il messaggio è un altro: per cominciare a inquinare di meno, dobbiamo prima inquinare di più.
Quello che Urso ha detto è che si vuole garantire l’equilibrio economico dell’impianto con il nostro sacrificio umano. Quello che in realtà significa è che la priorità non è la salute di chi vive a Taranto, ma la continuità produttiva. E per tenerla in piedi, si ricorre al cuore stesso del problema: carbone e altiforni, gli stessi che da decenni avvelenano l’aria e le persone. Come se un medico dicesse a un malato grave ai polmoni: “Per curarti, cominciamo col farti fumare tre pacchetti al giorno. Così, intanto, il tabaccaio non perde clienti”.
E ci chiediamo: com’è possibile che certa stampa riesca a far passare un messaggio così assurdo senza metterlo in discussione? Il risultato è che in pieno Ferragosto, mentre in Italia si accendono barbecue per le grigliate, qui a Taranto si prepara a riaccendersi il più grande braciere industriale del Paese. Non per cucinare, ma per alimentare un sistema che ci ha già tolto il respiro troppe volte.
Per questo andiamo avanti con il ricorso al TAR. Le donazioni arrivate a Giustizia per Taranto sono arrivate a 4.470 euro, cui si sommeranno quelle raccolte da PeaceLink e di cui presto forniremo, per trasparenza, dettagliato resoconto.
Ogni centesimo sarà utile per opporci all’irresponsabilità delle istituzioni e a niente servirà l’allineamento istituzionale per bluffare con i potenziali acquirenti della fabbrica: i fatti raccontano di un salvataggio impossibile e di un fallimento evidente.
Non ci fermeremo: le nostre mobilitazioni e le azioni che si stanno mettendo in campo, serviranno per smascherarlo definitivamente, fino a ottenere finalmente giustizia.
Ci vediamo mercoledì 20 alle 19 in piazzetta Gandhi.
Solo Taranto può salvare Taranto!