Cornigliano: DAC (“depuratore”), servitù industriale e assenza di monitoraggio
A Cornigliano non ci sono centraline ambientali a controllo del DAC. Questo enorme depuratore, tra i più grandi d’Europa, è una servitù industriale permanente per il quartiere, con inquinanti specifici da depurazione. E spesso accade che vicino a grandi depuratori spuntino inceneritori o altri impianti industriali, aumentando ancora di più il peso sull’ambiente e sulla salute di chi vive qui.
Il DAC emette odori sgradevoli, composti solforati e ammoniaca. Diffonde nell’aria particelle microbiche durante l’aerazione e la movimentazione dei fanghi. I fanghi stessi, pur ridotti con idrolisi termica, devono essere trasportati e smaltiti altrove, generando traffico e possibili dispersioni. Nell’acqua depurata finiscono farmaci, pesticidi, microplastiche e metalli pesanti che la tecnologia non elimina del tutto. Funziona 24 ore su 24 e consuma energia, con emissioni indirette di CO2 se l’elettricità non è rinnovabile.
Perché è stato messo a Cornigliano? Perché la zona è industriale e le autorizzazioni sono più semplici, perché è vicino alle condotte esistenti e spostarlo altrove sarebbe costato molto, perché i terreni erano già pubblici e, soprattutto, perché qui chi protesta ha meno forza politica: logica di sacrificio pura e semplice.
Cornigliano è zona soggetta a servitù industriale, quindi nuovi impianti impattanti possono arrivare senza ostacoli. La normativa europea e italiana prevede centraline per il monitoraggio, ma qui non ce ne sono. Nessuno sa veramente quanto inquina il DAC e nessuno controlla davvero.
In questo scenario, immaginiamo un forno EAF? Tanta bella teoria e non abbiamo le centraline neanche per il DAC.
NO Forno Elettrico Genova