Leggo su alcuni post nel merito diversi commenti piuttosto forti da parte di lavoratori favorevoli al forno. Addirittura qualcuno ci manda a cagare o ci invita a mantenerli nel caso rimanessero senza lavoro, oppure ci dà dei menefreghisti ed egoisti. Questo dopo 20 anni di cassa integrazione pagata da noi tutti.
Prima di tutto vorrei dire a questi signori che Cornigliano non è Albaro. Qui si vive di lavoro, di pensioni da fame ed, in alcuni casi, anche di disoccupazione. Quindi, di certo, non siamo insensibili al problema del ricollocamento dei lavoratori aree ex Ilva. Anzi…
Poi vorrei dire loro che, prima di salire sulle barricate, (peraltro facendo il gioco dei politici), potrebbero almeno degnarsi di informarsi sulle varie documentazioni tecniche e scientifiche che riguardano gli agenti inquinanti di un forno elettrico e tutte le conseguenze del caso, compreso tutto l’indotto e la vicinanza non solo alle case ma all’uscita autostrada, aeroporto, e nuovo DAC ecc ecc.
Infine, ma non ultimo, potrebbero anche informarsi su tutte le balle che vengono raccontate loro da politici ed imprenditori d’assalto, come ad esempio il lavoro per 600 persone, il forno elettrico vicino ad ospedali e scuole di Tokio, gli 89 forni sparsi nel paese, il rumore coperto dalla musica del Nabucco e, soprattutto, lo “scarso” inquinamento che ne deriva, e tutte le balle sull’approvvigionamento di energia e sulla necessità di produrre tutto quell’acciaio (vedi Report) .
Prima ancora di danneggiare la salute della prima casa più vicina, sarebbero loro stessi i più danneggiati.
Si dovrebbe lavorare per vivere e non per ammalarsi o morire. O NO?
Potrebbero anche informarsi sulle varie proposte che si potrebbero realizzare in quelle aree per creare lavoro. Ma lavoro pulito.
Se non si capisce il solito gioco sporco di mettere cittadini contro lavoratori e viceversa, per il solito profitto di chi ha relegato il Ponente Genovese a servitù della città e del nord, allora dobbiamo tacere e non lamentarci più di nulla ma immolarci sull’altare del profitto dei soliti noti.
Non si baratta il lavoro con la salute ma si crea lavoro per il benessere di tutti.
Dovremmo essere tutti insieme a gridare il nostro NO AL FORNO ELETTRICO A CORNIGLIANO!
ABBIAMO GIÀ DATO E TROPPO!!!
Andreina Gatto
26/08/2025 at 8:14 AM
Quanti ne abbiamo mantenuto%, quanti e non abbiamo neppure avuto un posto di lavoro per noi che eravamo in bocca all Italsider. Chiunque parli male dei Curnigiotti SI VERGOGNI noi abbiamo pagato non siamo stati pagati. M A I
tullio pisani
26/08/2025 at 8:25 AM
Ho già commentato molte volte, mi ripeto, perché non si può pensare ad un insediamento di industrie pulite? Le aree ci sono, è sufficiente bonificarle, siamo vicini ad autostrade, aeroporto, porto. Dobbiamo per forza insediare una industria siderurgica? La favola che non è inquinante vadano a raccontarla ai bambini dell’asilo, certamente sarà molto salutare costruire un ospedale agli Erzelli con le polveri che partono da Cornigliano e con lo scirocco, oltre a sanificare gli abitanti di Cornigliano, servirà come farmaco per i ricoverati futuri all’ospedale che, comunque, ancora nella fantasia di Bucci e Company sarà costruito.