Pare siano diversi i cittadini residenti a nord ovest del quartiere di Cornigliano e Calcinara che lamentano esalazioni acide provenienti dalle lavorazioni a freddo dell’acciaieria e allora ci viene in mente quando nel lontano 2005 il Corriere Mercantile intervistò alcuni residenti a due anni dalla chiusura della cokeria, tutti denunciarono che per loro non era cambiato nulla nella vivibilità del quartiere: fumo, inquinamento, cattivi odori mentre le centraline di monitoraggio venivano inspiegabilmente dismesse da lì a poco quando ancora registravano valori al di sopra della media.
Inquietante fu allora la testimonianza di un dipendente Ilva riportata dal quotidiano genovese. L’operaio dichiarava: “Respiro immondizia tutti i giorni per mantenere la mia famiglia. Posso affermare che l’Ilva inquina oggi, che è stata chiusa la cokeria, quanto ieri e inquinerà domani con le sole lavorazioni a freddo. Non ci fa nemmeno più senso sentire gli abitanti che si lamentano per l’inquinamento. Non può sconvolgerci, perché noi sappiamo quel che accade dentro, come si lavora, in quali condizioni di sicurezza. Quel che respiriamo noi è immondizia allo stato puro. Ogni giorno riempiamo i nostri polmoni di acidi: questo ancora oggi, nelle lavorazioni a freddo”.
NOTA: Le operazioni di zincatura, stagnatura e cromatura, sono tra le lavorazioni più inquinanti in natura e determinano alcuni degli effetti più nocivi sulla salute umana.
Dello stesso periodo furono le dichiarazioni dell’allora presidente della Regione Claudio Burlando che annunciava un super porto siderurgico con l’obiettivo di fare dell’Ilva “il leader europeo della banda stagnata” lasciando soltanto gli spazi necessari per la strada del ponente (poi G. Rossa), per il parco urbano dietro villa Bombrini e per un distripark portuale di meno di 150 mila metri, in tutto circa 200 mila metri quadrati garantendo il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Per la cronaca, l’intesa precedente, firmata dal predecessore Sandro Biasotti, prevedeva invece la restituzione alla città di metà delle aree.
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