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Lungomare Canepa, mitigazione acustica e ambientale non più rinviabile. By S. Giardella

Abbiamo atteso qualche giorno dall’incontro istituzionale di lunedì 3 novembre scorso prima di esprimerci sul grave problema che affligge Sampierdarena e, in particolare, il Lungomare Canepa, sin dalla nascita della tangenziale omonima, arteria genovese definita insieme alla Guido Rossa “la gronda a mare”.

Non ci dilungheremo nei dettagli: nel 2025 chiunque sa che parlare di “barriere acustiche” non solo è un errore grave in questo specifico contesto urbano, ma anche fuorviante rispetto al vero tema. Qui non siamo in una zona periferica, lontana dalle abitazioni, ma nel cuore dell’abitato storico di Sampierdarena, tra edifici che esistono da oltre due secoli. Qualcuno, non solo estraneo alla vicenda, ma talvolta anche politico, afferma che chi vive qui sapeva bene dell’esistenza del porto e della tangenziale. Sbagliato. Qui vivono famiglie storiche, che hanno visto la progressiva trasformazione del territorio fino alla deriva dei giorni nostri.

E sia chiaro: che le barriere acustiche non servano in questo contesto non lo diciamo noi semplici cittadini, ma tutti gli studi acustici condotti negli anni. Potrebbe davvero una barriera “stile Ponte San Giorgio” mitigare il rumore in edifici così vicini alla strada e alti oltre trenta metri?

Durante l’incontro del 3 novembre 2025, l’Assessore Ferrante ci ha riferito che mancano i fondi per la mitigazione acustica, che il progetto prevede barriere alte 8 metri e verticali, e che non si conoscono né i tempi di avvio né quelli di conclusione dei lavori. Abbiamo spiegato che serve almeno una semigalleria, e su questo l’Assessore ai Lavori Pubblici si è detto disponibile a modificare il progetto. Abbiamo riscontrato una volontà di collaborazione, così come già avevamo percepito a settembre con l’Assessore al Verde Urbano, Francesca Coppola.

Ma il problema essenziale resta: non ci sono più fondi. Dunque, la politica ha progettato una tangenziale iniziata nel 2016, non ha risolto il problema negli anni successivi e, oggi, nel 2025, ancora non sa se e quando la situazione sarà risolta.

Parliamo di “politica” in senso generale: le giunte si sono alternate, prima la sinistra, poi la destra, ora di nuovo la sinistra, ma il risultato non cambia.

Agli incontri istituzionali noi cittadini ascoltiamo. A volte ci arrabbiamo, a volte ci irritiamo, altre volte fingiamo di sorridere. Ma l’unica vera soluzione sarebbe alzarsi, battere i pugni sul tavolo e pretendere che si trovino i fondi per chiudere definitivamente questa vicenda. Una vicenda che non riguarda qualcosa di astratto, ma la salute.

La perdita di salute di chi respira e vive in un inquinamento costante, la perdita patrimoniale delle nostre case, la perdita di serenità. A oggi, ai cittadini non interessa come e quando si troveranno i fondi: il Comune di Genova e il Sindaco sono responsabili della salute pubblica. Ci sono priorità evidenti, e auspichiamo che chi fino a pochi mesi fa era all’opposizione e lottava con noi per la mitigazione acustica e ambientale, oggi, con la stessa fermezza, si impegni davvero a realizzarla.

Faremo il punto: mancano quattro mesi all’inaugurazione del nuovo parco lineare, e in questo tempo va trovata la soluzione definitiva. Come sempre, noi cittadini mettiamo a disposizione collaborazione, studio, senso civico e volontà di dialogo per l’interesse pubblico. Ma chiediamo che la politica sia finalmente risoluta nel trovare, una volta per tutte, la soluzione mitigatoria più efficace.

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