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Cornigliano, una ferita sempre aperta. By A. Penzo

Vorremmo ricordare a chiunque amministri, di qualunque colore politico sia, che Cornigliano rappresenta ancora oggi una ferita aperta e sanguinante; il simbolo dell’arretratezza della nostra regione in materia di tutela della salute, del futuro delle nuove generazioni e del rispetto della cittadinanza.

La città vuole crescere in qualità della vita, non continuare a perdere giovani costretti a fuggire per evitare di ammalarsi in un ambiente che li danneggia e che offre solo lavori usuranti e poco sostenibili. Chiediamo che vengano attuate misure compensatorie per il DAC, fondamentali per bilanciare l’impatto ambientale e la CO₂ prodotta. Le misure compensatorie non sono un concetto astratto: esistono calcoli precisi per sanificare un ambiente urbano e restituire salute, verde e vivibilità ai cittadini.

Chi oggi si riempie la bocca di rigenerazione urbana delle periferie sa veramente di cosa parla? Sa che non è sufficiente riqualificare un luogo fisico degradato, anche a causa di nuove pesanti servitù come ad esempio il DAC, se non si interviene con compensazioni a livello sociale e ambientale; commerciale e residenziale e in termine di servizi resi ai cittadini e al mantenimento di tutto questo nel tempo?

Serve a poco limitarsi alla mera riqualificazione di spazi degradati se non si agevola una rete di collaborazione e supporto reciproco con le realtà sociali aggregative e culturali del territorio  concordando preventivamente interventi e compensazioni che va visto come un investimento per il futuro del quartiere, mettendo a disposizione spazi e creando occasioni  per migliorare la qualità della vita e della salute dei corniglianesi e non solo. Provate solo ad immaginare l’enorme contributo dato alla pace sociale a seguito di tale comportamento.

Ma quando la politica capirà che i corniglianesi non hanno l’anello al naso, con tutto il rispetto per i cultori del piercing, e hanno oramai capito che Cornigliano non deve essere un problema dimenticato ma diventare un esempio di rinascita sostenibile per tutta la città?

Se vedemmu

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