A Cornigliano c’è già uno dei più grandi depuratori d’Italia: il Depuratore dell’Area Centrale (DAC, ndr), che tratta le acque e i fanghi di una parte enorme della città. Un impianto imponente, collocato nell’area ex-Ilva, che grava su un territorio storicamente segnato da industrie e inquinamento.
Ora però si ipotizza un nuovo termovalorizzatore, sempre nel Ponente genovese, a Scarpino, a pochi chilometri di distanza, in continuità territoriale con Cornigliano e Sestri Ponente (stesso Municipio, ndr).
Mentre, è bene ricordarlo:
L’ipotesi del forno elettrico ad arco a Cornigliano non è affatto sfumata.
Depuratore già presente.
Trattamento fanghi già presenti.
Discarica storica a Scarpino, presente e ora anche il termovalorizzatore?
Il Ponente cittadino continua ad essere trattato come il “rumentaio” della Liguria e non può continuare a pagare per tutti.
La Costituzione parla chiaro.
L’articolo 9 tutela l’ambiente e gli ecosistemi nell’interesse delle future generazioni.
L’articolo 32 tutela la salute come diritto fondamentale.
E il diritto ambientale è altrettanto chiaro: non si può peggiorare una situazione ambientale già compromessa, né concentrare sempre sugli stessi territori gli impianti più impattanti. Qui non si tratta di ideologia, ma di giustizia ambientale.
