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Serve un miracolo a Cornigliano o facciamo da soli? Ovvero: la cultura serve a non essere servi.

Ai tragici primati europei del più elevato tasso di corruzione, di evasione fiscale, di criminalità organizzata e di immoralità civile di cui alle cronache italiane si aggiunge quello della nostra migliore cucina diventata patrimonio dell’Unesco. Finalmente siamo i primi in qualche cosa di legale sempre che il ristoratore italiano emetta regolare ricevuta fiscale.

La dieta mediterranea ci salva quindi dal colesterolo mentre la cultura popolare di massa e quella della legalità possono salvarci da questo declino morale immateriale che è causa di danni materiali e culturali come la discriminazione razziale.

Nel nostro piccolo Cornigliano può essere tra i protagonisti di un futuro diverso. Ma come fare? Occorre a nostro giudizio intraprendere un percorso di vita condiviso all’interno del quale fare in modo che le aspettative di una esistenza migliore diventino obiettivo comune. Qualcuno potrebbe pensare che ci vorrebbe un miracolo perché i corniglianesi così diversi tra loro diventino intelligenti protagonisti di un nuovo quartiere e di una moderna città; ma non è così. Facciamo un esempio al quale teniamo molto. La “Consulta delle associazioni” è stato il primo passo al quale deve seguire una Università Popolare che trovi la sua sede al Centro Civico L. Maiocco e nella Civica Biblioteca Guerrazzi a costo ZERO per l’Amministrazione e per l’utenza. (vedi link in calce).

Ma ritorniamo alla cultura civica e della legalità.

Oggi, a causa di una diffusa ignoranza su leggi, diritti e doveri, ci si ammala facilmente di un amorale familismo e di un egoistico individualismo diffuso ad ogni livello sociale e politico che porta ambiziosi uomini e donne, con scarse o addirittura assenti competenze, a immeritate posizioni di potere.

Da qui la necessità che il popolo elettore,specie quello adulto, acquisendo le giuste basilari conoscenze civiche attraverso lo studio, diventi in qualche misura partecipe di un futuro diverso che si potrà costruire solo con il protagonismo delle persone. “Conoscenza della materia” e non “conoscenze degli amici degli amici” politicamente compiacenti e riconoscenti alla bisogna tanto per intenderci.
Nel cuore di un quartiere così popolare e multietnico come Cornigliano, miracolosamente scampato al degrado ambientale della siderurgia e dei bombardamenti alleati, può veramente avvenire il miracolo straordinario che solo la cultura può fare come quell’unico raggio di sole che in una Milano nebbiosa e fredda riscaldava solo i “barboni” nel bel film di De Sica “Miracolo a Milano”.

Una Università Popolare a Cornigliano? Ovvero: “La cultura non è mai troppa” – il cornigiotto

Se vedemmu

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