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Occorre perseguire la crescita della civiltà e contenere la barbarie che avanza con i fatti. By. E. Vigo

La vicenda del delitto di Spezia sta scatenando sui media ogni sorta di cimento, quello che io chiamo sociologia da bocciofila. Personalmente mi stringo vicino alle famiglie tutte colpite dal lutto e da questa enorme disgrazia. C’è chi tira in ballo la famiglia, la scuola, la società, la cultura, persino il “catechismo” come antidoto. Nulla di tutto questo. Il dato statistico ci dice che questi episodi gravi purtroppo accadono e accadranno sempre, per quanto gli anticorpi che possono fornire tutti gli istituti famigliari, sociali, e anche religiosi. la natura dell’uomo, la sua psiche è il vero problema, la cultura di ogni ordine e grado assimilabile gioca un ruolo importante, ma non è tutto. La follia è latente nella psiche, a vari livelli di virulenza e intensità, in ognuno di noi, e può esplodere in modo violento anche tra le persone più attrezzate socialmente, riguarda la natura umana che è un fatto in sé immutabile col quale dobbiamo convintamente fare i conti.. La criminologia è avanti anni luce nel gestire le considerazioni su questi avvenimenti, in modo scientifico ed esaustivo, non sprechiamola nel commento facile, istintivo. Ciò nonostante siamo costretti ad ascoltare i riti tribali, da destra risaltano i soliti echi irrazionali e spicci, rimedi dozzinali insensati ed inefficaci, e dai benpensanti del centrosinistra olimpioniche arrampicate sugli specchi dove pare non albergare la cultura.

Dobbiamo metterci in testa che dobbiamo perseguire la crescita di civiltà, e contenere la barbarie, convivere con i difetti della natura umana con consapevolezza. Una cosa mi sento di dire a conclusione di tutto, con enorme tristezza e razionale convinzione: non peggioriamo le cose; con spirito laico dichiaro: “Nessuno tocchi Caino”.

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