Si va dal concorso di idee a premi esposto in una mostra al centro Civico che ha visto partecipare tutte le scuole di primo e secondo grado del nostro Municipio con oltre 100 tavole e altrettante soluzioni diverse, alla proposta della Pro Loco di un’accoglienza turistica di alta qualità per camperisti diportisti costretti oggi a disertare Genova fino al palazzetto dello sport oggetto di questo articolo e di altri precedenti. Si vedano i link in calce.
Fatta la necessaria premessa che a Cornigliano, probabilmente unico quartiere genovese, non esiste una palestra pubblica regolamentare dove eseguire attività sportive come il basket, la pallavolo, la ginnastica ritmica e sportiva, la lotta, il tennis da tavolo e il badminton, la scherma ma anche tornei di scacchi o altro tutto ad un buon livello, vediamo quanto a nostro giudizio potrebbe nascere in quel luogo circondato dal verde di un parco urbano. Tralasciamo volutamente la boxe in quanto, come tutti sanno, ha trovato sistemazione altrove.
Partiamo dai costi di costruzione. Fortunatamente abbandonata l’idea dell’eco mostro “Buccianiano” che avrebbe fatto la felicità di affaristi privati vediamo quanto può costare la costruzione di un palazzetto pubblico che possa soddisfare tutte le funzionalità di cui sopra. Con meno dei 9 milioni di euro oggi disponibili nelle casse di Società per Cornigliano pensiamo si possa sicuramente costruire e attrezzare adeguatamente qualche cosa di eco sostenibile simile alla foto di copertina immerso in un parco pubblico che consenta anche attività sportive out door come Jogging, bocce e percorsi vita. La costruzione del Parco circostante può invece avvenire con i denari che il Comune di Genova ha ricevuto dalla Regione Liguria per la tutela del territorio attraverso il bando ad hoc.
Ma chi gestirà poi tutto il complesso? L’affidamento, secondo noi, deve essere concesso attraverso un bando pubblico che veda le associazioni no profit del territorio, auspicabilmente consorziatesi, in posizione di privilegio. Importante e vincolante una clausola da inserire nella convenzione che includa la gestione e manutenzione ordinaria del parco circostante perché non faccia la triste fine della Valletta Rio S. Pietro.
Come almeno era nelle intenzioni per Via Cornigliano non solo un posto dove fare sport o passeggiare ma cuore pulsante di un quartiere per socializzare ben diverso da chi intende costruire modernità e ordine con superfici cubiche lisce e geometriche commerciali ma un nuovo aspetto che inviti a vivere quel luogo. C’è bisogno di una bellezza formale che restituisca alle aree di Bombrini un volto “nuovo” e un invito a restare e a viverlo realmente quel luogo così significativo per i corniglianesi.
Se vedemmu
IL destino delle aree di Bombrini secondo i nostri ragazzi – il cornigiotto